Il mercato del Cloud in Italia nell’ultimo anno è cresciuto del 18% con un valore maggiore al 1, 7 miliardi di euro.

E’ quanto emerge da una fotografia scattata dall’Osservatorio Cloud & ICT del Politecnico di Milano.
La ricerca evidenzia una crescita del 27% del Public Cloud che sfiora i 590 milioni di euro.
Crescono anche gli investimenti dedicati alla Cloud Enabling Infrastructure, ossia l’insieme di  investimenti necessari a creare le condizioni tecnologiche abilitanti per l’utilizzo del Cloud, che arriveranno a 1185 miliardi di euro.

“La componente di servizi applicativi (SaaS) è quella che sta trainando maggiormente la crescita del mercato Public Cloud: si prevede una crescita del 33% nel 2016.” afferma Alessandro Piva, Direttore dell’Osservatorio Cloud & ICT as a Service “i servizi che crescono maggiormente sono quelli dei sistemi core e verticali per le imprese, che stimiamo possano valere quasi un quarto della spesa in SaaS nel 2016. Si osserva una specializzazione dell’utilizzo dei servizi Public Cloud da parte delle imprese, che trovano sempre più risposte ad esigenze specifiche. In questo senso si può parlare di un’età della ragione nell’utilizzo del Cloud, sebbene ci siano ancora molti passi fare”.

“Con il Public Cloud ormai realtà tangibile nelle grandi aziende italiane”,  afferma Stefano Mainetti, Responsabile Scientifico dell’Osservatorio , “la sfida per le Direzioni IT è l’evoluzione verso modelli che permettano ad infrastrutture ed applicazioni di integrarsi in modo veloce e flessibile con i servizi consumati dal Cloud. Questo è un passaggio fondamentale per rispondere alle esigenze di innovazione e agilità richieste in modo mandatorio dai vertici aziendali”.

La diffusione del cloud si registra con una percentuale del 20% nelle PMI e tocca invece il 30% nelle Grandi Organizzazioni.

Il trend di crescita del nostro Paese appare in linea con quello che gli analisti internazionali fotografano come un fenomeno sempre più pervasivo e inarrestabile a livello globale. In particolare l’italia si colloca all’ottavo posto a livello mondiale, registrando così un balzo di due posizioni rispetto agli ultimi dati del 2013.

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Tra i principali vantaggi riscontrati dalle aziende nell’uso di tecnologie che consentono di elaborare e archiviare dati in rete vi è, in primo luogo, la garanzia di sicurezza e affidabilità, seguita da capacità di fare intermediazione di servizi, certificazioni relative ai Data Center utilizzati per l’erogazione dei servizi, presenza di competenze tecniche, costo dell’implementazione e flessibilità contrattuale.

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Dal un punto di vista geografico si denota una maggiore diffusione delle infrastrutture cloud nel nord-est dell’Italia, seguito dal nord-ovest, caratterizzato da maggiore dinamismo, a cui seguono centro, sud e isole.

I limiti principali non riguardano gli aspetti tecnici, ma le modalità di connessione fra le tecnologie e le strategie delle imprese, nell’ottica della creazione di soluzioni integrate“Il problema – afferma Alessandro Perego, docente del Politecnico di Milano – non è automatizzare la fabbrica, ma rileggere l’impresa alla luce di un modello più orientato al consumatore, con prodotti customizzati, più servizi e interconessione dei fattori produttivi”.

Noi crediamo e supportiamo questo cambiamento verso il cloud. Stiamo preparando le migliori soluzioni per i nostri clienti.

Rimanete sintonizzati.

 

 

Il mercato del cloud in Italia

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